☕ CYBERBRIEFING — Martedì 29 settembre 2026
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🔴 IN PRIMO PIANO
Patch Tuesday di settembre: due zero-day già sfruttate e 20 bug "wormable" da correggere subito. L'ultimo ciclo di aggiornamenti Microsoft corregge due vulnerabilità già usate in attacchi reali: CVE-2026-85880 (Windows ALPC, permette di ottenere privilegi di sistema) e CVE-2026-81963 (componente Windows Update, sfruttabile per manomettere gli aggiornamenti). Ancora più preoccupanti sono le 20 falle "wormable", cioè capaci di propagarsi da sole in rete: tra queste spicca CVE-2026-69730 sul DNS Server, con un punteggio di gravità massimo (CVSS 9.8), che consente l'esecuzione di codice da remoto senza bisogno di credenziali. Chi gestisce reti Windows aziendali dovrebbe installare gli aggiornamenti come priorità assoluta nelle prossime ore.
📰 LE NOTIZIE DI OGGI
1. SharePoint sotto attacco: scade oggi il termine CISA per correggere una falla critica
Microsoft ha confermato lo sfruttamento attivo di CVE-2026-65660, una vulnerabilità di code-injection (CVSS 8.8) che colpisce SharePoint Server 2016, 2019 e Subscription Edition. Per sfruttarla serve un accesso autenticato, ottenibile tramite phishing o credenziali rubate, ma una volta dentro l'attaccante può eseguire codice arbitrario sul server. La falla è nel catalogo delle vulnerabilità note sfruttate di CISA con scadenza di rimedio fissata al 28 settembre: chi non ha ancora aggiornato dovrebbe farlo subito e controllare i log di autenticazione per attività sospette.
2. Nuova ondata di SMS truffa a nome del Fisco
L'Agenzia delle Entrate segnala una campagna di smishing in corso: messaggi SMS che imitano comunicazioni ufficiali dell'amministrazione finanziaria invitano a cliccare su un link per "regolarizzare" presunte pendenze fiscali. Il link porta a pagine clone create per rubare dati personali e bancari. L'Agenzia ricorda che non invia mai comunicazioni di pagamento con link via SMS e invita a cancellare i messaggi sospetti senza cliccare.
3. Dark web, l'Italia tra i Paesi più colpiti dai malware infostealer
Secondo l'Osservatorio Crif, nel primo semestre 2026 sono stati esposti sul dark web circa 2,5 miliardi di dati tra password, email e numeri di telefono. L'Italia si piazza al terzo posto al mondo (dopo USA e Francia) per account rubati tramite malware infostealer e al sesto per furti di email e password, con Lombardia, Lazio e Sicilia le regioni più colpite. Un promemoria concreto di quanto siano diffuse le credenziali italiane in circolazione sul dark web.
🔗 ANSA
4. Ransomware paralizza i sistemi corporate della ferrovia Keio in Giappone
La compagnia ferroviaria giapponese Keio Electric Railway ha subito un attacco ransomware che ha colpito i sistemi corporate, mentre il servizio treni è rimasto regolare. È in corso una verifica sull'esposizione dei dati dei clienti: si stima che quasi 60.000 indirizzi email di iscritti al programma membri possano essere stati compromessi. Un caso che mostra come i gruppi ransomware colpiscano sempre più spesso infrastrutture di trasporto, anche quando i sistemi operativi critici restano protetti.
5. Gruppo ransomware Emperador rivendica un attacco da 150.000 dollari di riscatto
Il gruppo di estorsione Emperador ha rivendicato un attacco contro l'azienda statunitense SitePro Rentals, chiedendo un riscatto di 150.000 dollari e minacciando di pubblicare dati dei dipendenti, inclusi codici fiscali e indirizzi. L'episodio conferma che le piccole e medie imprese restano un bersaglio privilegiato per i gruppi ransomware, spesso meno attrezzate a difendersi rispetto alle grandi organizzazioni.
6. INC Ransom aggiunge una scuola pubblica americana e una società tech alla lista delle vittime
Il gruppo INC Ransom ha inserito nella propria lista di vittime il North Slope Borough School District, distretto scolastico dell'Alaska, e la società di servizi tecnologici AHEAD. Le rivendicazioni, per ora non confermate in modo indipendente dalle organizzazioni coinvolte, riguardano un settore, quello dell'istruzione pubblica, sempre più nel mirino per la scarsa maturità delle difese informatiche rispetto al valore dei dati trattati.
🛡️ CONSIGLIO DEL GIORNO
Se ricevi un SMS o un'email che ti chiede di cliccare un link per pagare una multa, un pedaggio o una tassa, non cliccare: nessun ente pubblico italiano richiede pagamenti tramite link inviati via SMS. Verifica sempre digitando manualmente l'indirizzo ufficiale nel browser o chiamando i canali di assistenza noti.
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