☕ CYBERBRIEFING — Mercoledì 23 settembre 2026
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🔴 IN PRIMO PIANO
Zero-day critico su F5 BIG-IP APM: attacchi già in corso, controllo remoto senza autenticazione
È stata scoperta una vulnerabilità zero-day (CVE-2026-94127) nel modulo Access Policy Manager di F5 BIG-IP, una delle piattaforme più diffuse al mondo per gestire l'accesso sicuro ad applicazioni aziendali. Il difetto permette a un aggressore remoto, senza bisogno di credenziali, di eseguire codice arbitrario e prendere il controllo completo dei sistemi vulnerabili. Il Multi-State Information Sharing and Analysis Center (MS-ISAC) ha lanciato l'allarme il 22 settembre e F5 ha confermato che il bug è già sfruttato attivamente. Il rischio riguarda in particolare enti pubblici, banche e strutture sanitarie che usano BIG-IP APM come "porta d'ingresso" verso i propri sistemi: chi lo utilizza dovrebbe applicare le patch di F5 con la massima urgenza.
📰 LE NOTIZIE DI OGGI
1. SharePoint: una falla "minore" si rivela in realtà un rischio di esecuzione codice
Microsoft aveva classificato CVE-2026-65660 come un semplice problema di "spoofing", ma una nuova analisi tecnica dimostra che un utente autenticato con pochi privilegi può sfruttarla per eseguire codice da remoto (RCE) sui server SharePoint. La falla, con punteggio CVSS 8.8, colpisce SharePoint Server 2016, 2019 e Subscription Edition ed è ora accompagnata da dettagli d'exploit pubblici: chi gestisce installazioni SharePoint on-premise deve considerarla una priorità di patching.
2. Attacco hacker a un'azienda del Trevigiano: bloccati 2 terabyte di dati
La Contemporanea Group di Volpago del Montello (Treviso) è finita nel mirino di un attacco informatico che ha reso inaccessibili circa 2 terabyte di dati aziendali. Un episodio che riporta l'attenzione sulla vulnerabilità delle PMI italiane, spesso meno attrezzate delle grandi aziende per affrontare incidenti di questa portata.
3. Finte offerte di lavoro: gli hacker nordcoreani infettano 30mila dispositivi
Un gruppo di hacker legato allo stato nordcoreano si finge reclutatore di aziende reali per indurre le vittime, spesso sviluppatori e professionisti IT in cerca di lavoro, a installare software infetto durante finti colloqui o test tecnici. La campagna ha già compromesso circa 30mila dispositivi e sottratto l'equivalente di 10 milioni di dollari, secondo quanto ricostruito dagli analisti. Un promemoria a diffidare di proposte di lavoro che richiedono di scaricare tool "di verifica" da link non ufficiali.
4. Un solo hacker, aiutato dall'IA, colpisce 100 aziende in 5 giorni: rubate 618mila carte
Secondo una ricostruzione di Forbes Italia, un singolo criminale informatico avrebbe usato strumenti di intelligenza artificiale per automatizzare e velocizzare attacchi contro un centinaio di aziende in appena cinque giorni, riuscendo a sottrarre dati relativi a circa 618mila carte di pagamento. Il caso mostra come l'IA stia abbassando la soglia di competenza tecnica necessaria per condurre campagne su larga scala.
5. ShinyHunters rivendica una violazione ai danni dell'FBI
Il collettivo ShinyHunters, già noto per numerosi data breach di alto profilo, afferma di aver violato sistemi collegati all'FBI e di aver sottratto dati relativi ai dipendenti dell'agenzia americana. Come per molte rivendicazioni di questo tipo, la notizia va trattata con cautela finché non arriva una conferma ufficiale, ma il solo annuncio è già motivo di attenzione per il settore.
6. ENISA: hacker cinesi nel mirino del settore marittimo di 7 Paesi UE
L'agenzia dell'Unione Europea per la cybersicurezza ha segnalato attività di gruppi hacker collegati alla Cina contro infrastrutture e operatori del settore marittimo in sette Stati membri. Porti, logistica e trasporti marittimi sono considerati infrastrutture critiche, e un attacco coordinato a più Paesi UE alza il livello di preoccupazione a livello continentale, Italia inclusa.
7. Truffa con app per film pirata: parroco derubato di 15mila euro
Un caso di cronaca che riguarda da vicino i lettori meno esperti di tecnologia: un parroco ha installato un'app promossa online per guardare film gratis, che in realtà nascondeva un malware in grado di svuotargli il conto corrente, per un danno di 15mila euro. Un esempio concreto di come le app "non ufficiali" restino uno dei veicoli più comuni per le truffe finanziarie.
🛡️ CONSIGLIO DEL GIORNO
Prima di installare un'app o un tool "per vedere film gratis" o "per un colloquio di lavoro" trovato tramite un link, verifica sempre che provenga dallo store ufficiale (Google Play, App Store) o dal sito verificato dell'azienda: se un contenuto promette qualcosa di troppo bello per essere vero, il rischio più concreto non è perdere un film, ma il conto in banca.
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